pensieri antroposofici dell'anima

L'uomo attuale ha dimenticato la sua origine spirituale divina, questo blog vuole offrire una via di conoscenza alla ricerca e la realizzazione di se stesso tramite la Scienza dello Spirito o Antroposofia.

Il Libro quale Maetsro moderno e l’Essere Antroposofia III

Scritto da: antoniocoscia il 20 Marzo 2017

 «Sarà necessario in futuro fare attenzione in Terra, affinché non tutto quanto viene offerto nel campo letterario venga accolto alla stessa stregua. Usciranno opere scritte da uomini, ma i singoli dovranno sapere che qualcuno si addestra a divenire nel prossimo futuro il più splendido scrittore:Arimane! Saranno mani umane a scrivere, ma lo scrittore sarà Arimane. Come un tempo gli antichi evangelisti furono ispirati, e misero per iscritto le opere delle Entità soprasensibili che li ispiravano, così verranno scritte da uomini le opere di Arimane».

Rudolf Steiner,  Nessi Karmici O.O. 240 – pag. 177

 

 3. Il Libro quale maestro moderno e il Doppio arimanico

    Dopo la dipartita nel mondo spirituale di Rudolf Steiner nel 1925, il contenuto vivente di saggezza dell’Antroposofia trasmesso ai suoi discepoli da bocca a orecchio, venne fissato sulla carta stampata e raccolta nei diversi libri dell’Opera Omnia della letteratura antroposofica. Il libro con l’andare del tempo, sostituì del tutto il “Maestro umano terreno” diventando completamente la guida moderna sul piano fisico, dei contenuti di saggezza dell’Antroposofia. Esso si presenta come una sorta di «maestro esteriore» che non costringe, non lede la libertà dell’io autonomo individuale, ma che appunto, può diventare lo strumento attraverso il quale possiamo iniziare come primo gradino di studio dell’Antroposofia, (anche se in un primo momento dobbiamo accoglierla in pensieri astratti) una via di conoscenza moderna che ci possa guidare alla realizzazione del nostro Io superiore o Sé spirituale, nel periodo attuale dell’anima cosciente.

Occorre però fare attenzione che la conoscenza, accolta attraverso il libro, essendo luciferica, non diventi il mezzo con il quale Arimane11 possa ottenebrarci e renderci suo strumento per agire nel mondo attraverso la scrittura, come tentatore e ispiratore di una cultura intellettuale fredda che verrebbe trasformata in una conoscenza filosofica decadente, arimanica appunto. La scrittura come strumento di comunicazione moderna (quella usata dalla stampa) è nel nostro mondo materiale uno strumento puramente arimanico. La stampa è dominata dal potere di Arimane! e pertanto può agire nell’uomo obnubilando la sua anima, quando questi non abbia in sé abbastanza forza morale. Un esempio lo abbiamo nel caso di Nietzsche che stando a quel che dice la Scienza dello Spirito, scrisse «L’Anticristo ed Ecce homo» completamente sotto l’influenza di Arimane, ove si scaglia con veemenza contro il cristianesimo. Il «libro» dunque, non costituisce in sé alcun pericolo, in quanto non dà e non toglie, dipende dall’uso che ne facciamo come materiale di studio che potrà essere superficiale, oppure profondo, individuale oppure insieme con altre persone che condividono il nostro stesso ideale di ricerca della verità.

La conoscenza che accogliamo dal libro è sempre in rapporto al nostro atteggiamento morale del nostro pensare e sentire dell’anima. Un libro può essere per noi un apprendere delle nozioni che ci acculturano elevandoci intellettualmente per puro egoismo personale, oppure può essere uno strumento di elevazione interiore morale e spirituale, cosicché possiamo essere più utili per la realizzazione dell’Antroposofia nel mondo. Può essere lo strumento attraverso il quale possiamo trovare la strada al nostro «Maestro divino interiore», oppure può rivelarsi come una sorta di nostro Doppio arimanico (Doppelgänger)12 che può inorgoglire sempre più la nostra sete di conoscenza e voluttà interiore intellettuale; ciò dipenderà da noi, dal nostro grado di discernimento morale e spirituale.

Rudolf Steiner non era molto d’accordo che l’Antroposofia fosse divulgata tramite la carta stampata, poiché va contro i principi spirituali occulti insegnati e accolti durante la nostra permanenza nel mondo spirituale nella scuola di «Michele», prima che scendessimo nella nostra incarnazione terrena. Egli ci ammoniva affinché l’Antroposofia fosse divulgata in modo piuttosto intimo: «Da bocca a orecchio e da Maestro a discepolo». Ciò a evitare che Arimane potesse oscurare la conoscenza divina dell’Antroposofia, appropriandosi e intellettualizzandola attraverso l’arte della carta stampata, la quale è parte del suo dominio terrestre subnaturale. Nel ciclo di conferenze sui «Nessi Karmici» Rudolf Steiner in merito scrive:

«Anche se ciò va sopportato, perché fa parte del nostro tempo, si avverte un sentimento inquietante quando la saggezza di Michele, che volentieri si scrive per farla conoscere alla gente, è riprodotta in maniera meccanica e si vede in libri stampati. Questo sentimento inquietante (…), è certo presente in chi si trova inserito nella vita spirituale, con tutto quanto ha da annunciare». (O.O. 240 pag.172).

Più avanti a pag. 173, Egli è ancora più esplicito:

«Diventa potenza spirituale arimanica, [ la carta stampata ] (…). Dall’arte della stampa possono spuntare le potenze demoniache che appunto tendono a combattere la signoria di Michele» (ibidem).  

Qui non va assolutamente inteso che dal libro possano scaturire e materializzarsi demoni o quant’altro. Semplicemente occorre prendere coscienza che l’uomo è al centro tra un mondo spirituale divino superiore nel quale operano Entità divine per il progresso umano, e da un mondo soprasensibile astrale inferiore subnaturale che agiscono le entità arimaniche, le quali ostacolano il piano divino superiore. Di conseguenza cercano di irretire l’uomo e di attrarlo sempre più in basso nella loro sfera subnaturale in modo che non raggiunga la sua meta divina ma, legandolo invece, eternamente alla loro natura demoniaca.

Rudolf Steiner accolse dunque malvolentieri la richiesta di alcuni discepoli affinché fosse data la possibilità all’umanità futura di poter accogliere l’Antroposofia attraverso la carta stampata, così fu permesso che le sue conferenze fossero stenografate e tradotte in ciclostilati, ma non ebbe mai la possibilità di rileggere e correggere le conferenze nella forma adeguata e più idonea a un pubblico profano esterno; per questo oggi nei suoi scritti, si possono riscontrare a volte degli errori o contraddizioni. È possibile che la verità annunciata nelle sue diverse conferenze, possa essere in qualche modo alterata e contraddetta da chi si avvicina per la prima volta alla Scienza antroposofica. Ma il vero ricercatore dello spirito perseverando con amore per la conoscenza, ha la possibilità di trovare in altri scritti un chiarimento che si armonizzi con ciò che è stato detto a priori dal Maestro dell’umanità nella forma con la quale egli esponeva oralmente i suoi concetti spirituali al pubblico presente, arrivando cosi a coglierli nella sua forma originaria di pensiero. Di solito nelle sue conferenze Rudolf Steiner aveva l’abitudine di esprimere lo stesso concetto da punti di vista diversi, in modo da dare all’allievo dello spirito la possibilità di riflettere maggiormente sullo stesso contenuto spirituale, così che potesse arrivare egli stesso ad afferrare la verità nel puro pensiero attraverso un lavoro meditativo; perciò era solito dire che per cogliere la verità nella sua interezza occorrono almeno dodici punti di vista.

Più avanti nel libro summenzionato, a pag.174 Egli continua dicendo: «[Occorre ], comportarci in modo da non eliminare il libro stampato, ma dargli il giusto rapporto con l’elemento essenziale umano, inaugureremo allora quanto, dapprima imponderabilmente deve fluire come corrente micheliana attraverso la società antroposofica, [naturalmente quest’atteggiamento è valido tuttora nelle nostre serate di studio assieme]; (…). Non sarebbe, infatti, giusto dire, in conformità a quanto ho ora esposto: aboliamo dunque tutti i libri antroposofici! (…). In questo modo renderemmo impossibile la nostra continuazione del lavoro antroposofico che deve invece prosperare proprio fino alla fine del secolo. Dobbiamo invece, in atteggiamento sacro verso quanto vive nella saggezza di Michele, nobilitare l’arte della stampa! (…).  Per l’azione di Michele è dunque da preferire il modo intimo di operare da uomo a uomo. Se invece di agire soltanto mediante libri, ci riuniamo e accogliamo da uomo a uomo i più importanti impulsi (e cosi hanno da essere, perché altrimenti Arimane otterrebbe un’enorme padronanza, se non ci impossessassimo anche della sua arte) e utilizziamo la stampa soltanto per avere un “aiuto mnemonico”» (ibidem).

Da tutto questo emerse una seria preoccupazione da parte di Rudolf Steiner, e cioè che gli antroposofi in avvenire avrebbero potuto lasciarsi influenzare da una lettura fredda, intellettualistica, che potesse creare in loro il rischio dell’arimanizzazione della saggezza di Michele, al posto del dialogo che dovesse invece scaldare i cuori, in modo da elevarli verso l’alto nel mondo angelico. Cioè nelle serate di gruppo in cui ci riuniamo insieme nella lettura comune dei testi antroposofici, dobbiamo cercare di poter creare attraverso i contenuti divini dell’antroposofia, il giusto atteggiamento morale, in modo da elevarci al mondo spirituale attraverso il dialogo, cosicché i nostri pensieri possano essere accolti dalla sfera degli Angeli come una specie di culto rovesciato verso l’alto. Diversamente da come avviene invece nel culto cattolico, laddove gli Angeli scendono verso il basso nella comunità raccolta durante la preghiera comune, durante il rituale della messa.

Certamente il libro bisogna studiarlo e studiarlo molto, ma nelle serate di gruppo sarebbe più auspicabile ci avverte Rudolf Steiner, dare più spazio al dialogo, al rapporto da uomo a uomo, utilizzando il libro solo per un aiuto mnemonico del tema che stiamo studiando. Egli ammoniva affinché gli antroposofi, (ieri come oggi) sviluppassero il giusto atteggiamento sacrale con il libro, in modo che la saggezza di Michele non si riducesse a un’astratta e fredda lettera morta ma che, fosse nobilitata, vivificata e riscaldata, da cuori che possano ardere d’amore per l’essere Antroposofia. Solo in questo modo oggi è possibile evitare lunghe e accese discussioni e contrasti che a volte si manifestano nei gruppi di studio antroposofici per la mancanza di rispetto morale dell’altrui pensiero. Quando cioè qualcuno inibisce con aggressività la discussione dialogica, limitando in tal modo la libertà di quel pensiero che non si accorda con l’opinione dell’altro, o a una domanda che a tutta prima può sembrare alquanta sciocca, ma che a volte, si rivela più saggia di un altissimo pensiero dalla fredda logica intellettuale, arimanico appunto !

«Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona, (da Formazione di Comunità pag.117)».

 Come possiamo vedere, Rudolf  Steiner ci esorta in una divergenza di opinione che non si accorda con la nostra, di essere tolleranti, cercando con la calma e la comprensione, il giusto punto di vista nel pieno rispetto reciproco, in modo che la verità sia ricercata attraverso il dialogo e non tramite dogma assolutistici, giacché la verità nel mondo umano non può che essere relativa. La pura verità difatti, contrariamente a ciò che ognuno possa pensare, è nella sua vera essenza un «essere pensiero reale», un Essere divino che costringerebbe l’uomo nel suo pensare, sentire e volere, limitando la sua libertà individuale di espressione umana. Pertanto non possono esserci delle verità assolute nell’ambito della comunità antroposofica, poiché cozzerebbe contro il principio su cui Rudolf Steiner ha sempre insistito, vale a dire quello di non accogliere mai nulla di scontato, nemmeno le sue parole in modo dogmatico e assolutistico.  Egli esortava ad aprirsi con fiducia alla verità, ma vagliandola nello stesso tempo con la ragione e col sano intelletto umano, sapendo che ha una validità solo per un certo periodo oltre il quale, subentrano altre forme più spirituali per accoglierla su di un piano superiore di coscienza.

E a questo riguardo ci ha lasciato nel libro l’Iniziazione moltissimi esercizi morali, per progredire innanzitutto nell’ambito della convivenza umana con gli altri e rafforzando nello stesso tempo il nostro io umano. Cosicché purificando e dominando sempre più il corpo astrale (sede originaria dove nascono le nostre brame, i desideri, le passioni, etc.) attraverso una severa e seria autodisciplina, possiamo arrivare a realizzare in noi quelle forze morali che ci occorrono per superare le prove nel mondo astrale. Ci occorrono quelle forze d’animo che Rudolf Steiner nel libro menzionato ci avverte di sviluppare nel modo giusto, cosicché possiamo sopportare l’incontro col «Guardiano della Soglia»13.  Ossia la figura spettrale che ci si pone davanti in tutta la sua tragica bruttezza impedendoci di entrare e che riconosciamo essere noi stessi, o meglio, ciò che del nostro carattere negativo è andato sommandosi in tutte le nostre vite terrene trascorse, generando appunto una contro-immagine astrale, un negativo di noi stessi. Al contrario del nostro Doppio arimanico, una volta superata la sua orrenda bruttezza, egli diventa la nostra guida nel mondo astrale aiutandoci a superare i pericoli e gli ostacoli cui l’anima può andare incontro nel mondo delle anime, così da giungere nel modo giusto alla realizzazione del Sé spirituale. È importante dunque imparare a trovare il giusto accordo dialogico con gli altri, cercando nella propria opinione di non mettersi al di sopra degli altri, in quanto ciò costituirebbe creare un contrasto e un divario separativo tra noi e il gruppo di studio (comunità antroposofica), costituito da uomini liberi che tendono a realizzare una comunità di uomini che si basi sul principio di una fratellanza spirituale universale.  A pag. 43 del libro summenzionato troviamo scritto:

«Il discepolo deve in determinati momenti esercitarsi a imparare ad ascoltare con cura, i pensieri più contraddittori, astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto da ogni giudizio sfavorevole (…). Egli deve per esempio ascoltare il parere di uomini che, per un aspetto qualsiasi, siano molto inferiori a lui, facendo tacere in sé ogni sentimento della propria superiore conoscenza o capacità (…). Se si esercita così ad ascoltare senza critica, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le cose più sbagliate, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere delle altre persone, a compenetrare completamente in esso» (ibidem).

Riassumendo possiamo allora dire che, se nell’incontro con gli altri nelle serate di studio non ci spogliamo dei nostri problemi prima di entrare nel luogo dove studiamo la Scienza dello Spirito o Antroposofia, potranno nascere delle incomprensioni a causa del nostro atteggiamento disarmonico; di conseguenza non potremo cogliere i frutti desiderati di quando insieme cerchiamo di vivere nel modo giusto l’ideale antroposofico alfine da innalzarci verso il mondo angelico in una sorta di culto rovesciato. Perciò, per essere riempiti dalla luce del nuovo «spirito della pentecoste» occorre che prima di riunirci nello studio in comune con gli altri, dobbiamo sforzarci di realizzare prima di tutto l’armonia con noi stessi, prima che con gli altri. Dobbiamo pertanto ritrovare l’ardore e l’entusiasmo per l’Antroposofia, affinché possiamo sviluppare in noi stessi la forza che ci aiuti a svuotare la nostra mente da qualsiasi preoccupazione materiale che possa assillarci e renderci disarmonici e quindi intolleranti verso gli altri. Fare quindi tutto il possibile per poterci liberare da questi pensieri di scontentezza, d’inquietudine o insoddisfazioni che la vita ci mette di fronte come prove karmiche del destino che in fondo, abbiamo scelto noi stessi durante la vita da morte a nuova nascita. Inoltre, dobbiamo sempre avere in noi la consapevolezza che nessuno ha la verità assoluta ma solo dei punti di vista che possono accordarsi con gli altri e che la vera realtà della verità può essere trovata soltanto in ciascuno di noi, nel profondo di noi stessi, ossia nell’Io superiore. Se sapremo svuotarci così come avviene quando ci prepariamo nel modo giusto nella pratica della meditazione individuale quotidiana, allora saremo pronti per realizzare attraverso lo studio in comune una sorta di meditazione di gruppo, la quale può elevarci verso il mondo degli Angeli, per essere riempiti nell’anima dal fuoco innovatore dello Spirito  Santo.

Conseguentemente non potremo essere causa di dissenso e di scontro dovuto a opinioni divergenti che possono nascere e manifestarsi su di uno stesso concetto antroposofico visto da un punto di vista diverso, evitando così di liberare forze negative represse a causa del nostro io che non domina il corpo astrale, inibendo e dando così spazio alle entità dell’ostacolo di trascinare in basso nel mondo sub-umano arimanico, l’anima comune del gruppo di studio. Non dimentichiamo che l’io è il centro dell’entità umana e che può rafforzarsi solo attraverso un giusto cammino iniziatico così come viene descritto nel libro «L’Iniziazione», sviluppando cioè il giusto equilibrio interiore tramite ciò che Rudolf Steiner ci indica innanzitutto come sviluppo della facoltà della devozione, alla quale dedica all’inizio del libro, ben sei pagine!

(3. Continua)

 Antonio  Coscia  1 giugno 2013 – agg. 15 marzo 2017

 Sopra: l’Arcangelo Michele che schiaccia Satana sotto i piedi, Guido Reni, 1636

 11    Arimane è uno spirito dell’ostacolo rimasto indietro durante l’antico eone solare risalente a tre incarnazioni passate della nostra Terra, quando questa era formata da uno stato di calore-aria. In quell’antico periodo gli Arcangeli di oggi, passavano il loro gradino umano attraverso uno stato di materia molto più sottile dell’uomo attuale che passa invece il suo gradino umano, in uno stato di materia molto più denso per cui sviluppa delle forze spirituali maggiori, ma nello stesso tempo deve farlo attraverso un grado molto doloroso. È in quel periodo molto antico che alcuni uomini-arcangeli restarono indietro divenendo spiriti dell’ostacolo nel nostro eone terrestre, non riuscendo a completare il loro gradino umano e il cui capo conosciamo col nome di Arimane o Satana. Egli è confuso con un’altra Entità dell’ostacolo che chiamiamo Lucifero cioè il Demonio,  il quale appartiene alla gerarchia degli uomini-angeli, rimasti indietro due eoni passati della nostra Terra durante il periodo chiamato antica Luna, quando la nostra Terra era ancora in uno stato di calore-aria-acqua. Questi stati passati della nostra Terra si devono immaginare degli stati spirituali, ove un uomo di oggi non avrebbe potuto vedere nulla, ma sarebbero  stati visibili  solo a un chiaroveggente.

 12  Il Doppio umano o Doppelgänger o com’è conosciuto in  tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana.  Diversamente dal suo fratello il Doppio astrale che agisce invece tramite i sentimenti negativi umani. Essi si assommano a quelle parti negative che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostro carattere della Personalità o io inferiore, nell’agire con egoismo o poco amore verso i quattro regni naturali. «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questi esseri. Il Doppio arimanico è responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. Il Doppio luciferico è responsabile di tutte le malattie patologiche psichiche, cioè nevrastenie e nevrosi. (Il Mistero del Doppio pag.54)

13   Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a trasformare, il quale c’impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare il loro incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia, è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi,  prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

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